Mardi 19 février 2008 2 19 /02 /Fév /2008 16:19
 N° 16/KL
- Non è vero! Tu, Geneviève, qui ! Sono molto lieto di incontrarti di nuovo. Ma sei bella come lo eri venti anni fa.
- No, non esagerare, ma anche tu non hai cambiato molto, hai soltanto alcuni capelli bianchi e qualche ruga. Assomigli sempre di più a Vittorio Gassman. E dov’èLaura ?
- Abbiamo divorziato undici anni fa. Laura non supportava di rimanere spesso sola a causa dei miei frequenti viaggi professionali.
- E non hai trovato una altra persona per rimpiazzarla ?
- Oh, sì, avevo avuto una compagna durante due anni ma lei mi ha abbandonato per la stessa ragione di Laura. E adesso sono troppo abituato a essere completamente indipendente e senza problemi famigliari. 
Mi godo la mia libertà.
Geneviève vide Annie che scendeva per le scale e le disse :
- Annie vieni qui, vedi chi è là ?
- Buongiorno ! E’ il nipote di Sofia ?
- Si, sono Carlo, il nipote di Sofia e anche un mio vecchio amico.
 
Annie si ricordò di ciò che Geneviève le aveva raccontato a proposito di un giovane collega di sua madre, 
un archeologo specializzato nella civilizzazione etrusca.
Geneviève finì la colazione e andò a vestirsi ed a svegliare Lorenzo. Improvvisamente
si sentì abbaiare e Brutus arrivò con la coda dritta seguito da un cane bianco con macchie marroni 
chiare il quale sembrava infelice. Brutus era gioioso e fiero “La mia padrone e la sua amica si sono trovati degli amici, ho anch’io il diritto di averne uno !”
Sofia e Annie esaminarono questo cane, molto carino, un Jack Russel autentico. Trovarono una medaglia fissata sul collare, il nome inciso sopra era “GRINGO” ma né l’indirizzo, né
il numero di telefono non erano indicati. Quando pronunciarono questo nome il cane accorse subito. Sofia disse che andrebbe a mettere un avviso nel caffè del villaggio. 
Infine Geneviève e Lorenzo scesero e ammirarono Gringo e dopo la colazione dichiararono
che dovrebbero affrettarsi di andare a Napoli per una passeggiata. Geneviève annunciò che
voleva andare nel pomeriggio al museo archeologico...
 
17/FT
-    Ma prima di andare, dovete bere una tazza di caffè, disse Sofia. E’ pronto.
Mentre lo bevevano, aggiunse :
-         Lorenzo, spero che hai l’intenzione di stare qualche giorno qui con le tue amiche. Siete tutti benvenuti a casa mia. E anche Brutus.
-         Dovevo partire domani per Bari dai miei amici Rossi, rispose Lorenzo, ma non c’è problema : possono aspettare un po’. Difatti mi piacerebbe molto visitare Napoli di nuovo con Annie e Geneviève. Che ne pensate, voi due ?
-         Non vogliamo disturbare.
-         Per niente. Allora siamo tutti d’accordo, concluse Sofia. Vi aspetterò stasera per cenare e nel frattempo, farò la baby seater con Brutus e il suo amico Gringo. Forse scopriremo chi sono i 
suoi padroni.
-         Non me la sento di visitare troppi monumenti e musei, disse Annie.
-         Ouf ! pensò Geneviève in francese.
-         Va bene, convenne Lorenzo. Stamattina, possiamo passeggiare nel centro storico e lungo il golfo, pranzare al ristorante, poi lasciare Geneviève ammirare da sola i capolavori del museo mentre noi due faremo quattro passi nella città vecchia. Ci ritroveremo verso le cinque in un 
caffè prima di tornare qui.
-         E tu, Carlo, cosa fai ? domandò Geneviève.
-         Oggi ho diversi impegni a Napoli e domani devo andare a Capri, nella villa dei miei genitori. Adesso sono in viaggio e ho promesso loro di aprire la casa e di rimettere tutto in ordine prima del loro ritorno fra due settimane. Se vi piace, potete venire a riposarvi qualche giorno con me. 
Ne sarei molto lieto. Ho una barca, è molto comodo per fare il bagno e nuotare lontano dalla folla.
-         Sei molto gentile. E’ un’ottima idea. Potremo andarci dopo aver visitato Napoli e i suoi dintorni, rispose Geneviève con l’accordo degli altri.
 
La mattina passò come previsto. Dopo pranzo, verso le due e mezzo, Geneviève lasciò Lorenzo e Annie per recarsi al museo. Alle tre, era nella sala del mosaico. Fred non c’era. Geneiève fece il giro della sala a guardare gli altri mosaici, poi ritornò verso quello della battaglia. Esaminandolo si dimenticò completamente di Fred, assorta nella contemplazione dell’ultimo sforzo dell’esercito persiano ammassato dietro il carro del re, sotto la selva delle lance. Però, alle tre e mezzo, si guardò intorno : l’amico misterioso non si era fatto vivo. Un poco delusa, Geneviève andò a visitare le altre sale dicendosi : “Ho sbagliato. Non era un appuntamento. Beh ! Non fa niente. Non sono neppure sicura di avere avuto voglia di rivederlo.”
 
Verso le cinque uscì dal museo per andare a raggiungere Annie e Lorenzo. Siccome la luce era ancora abbagliante, cercò nella borsetta gli occhiali da sole. Con suo grande stupore, infilata nella tasca esterna, 
ci trovò una lettera. Era di Fred.
 
18/KL
Geneviève si sedette su un banco nel giardino del museo e aprì la lettera. Fred le aveva
scritto :
“Geneviève cara,
“Dapprima La prego ancora di scusarmi : sono sparito subito perché realmente non volevo “causarvi 
dei problemi. Ero certo che tutti e tre non mi avevate creduto quando vi avevo “spiegato per quale 
ragione ero implicato nella faccenda di Jean-Christian. Le giuro che “tutto era véro. Dopodomani sarò già a Parigi e andrò a trovare la polizia e la giustizia. “La persona che ho incontrato qui mi ha dato dei documenti importanti che provano la mia “innocenza. La settimana prossima vedrete sui giornali che vi ho detto la verità !
“Sono certo che vi eravate domandati perché viaggiavo in autobus, no ? La ragione ne era “che così si può viaggiare in incognito ed era la sola possibilità per me di recuperare i “documenti.
     “Voglio convincerla particolarmente perché, Geneviève cara, ho molto apprezzato la Sua 
      “amicizia e Lei mi piace molto, è non soltanto bella ma intelligente e colta.                                                                                           
“Le propongo, se lo vuole, di incontrarci quando tornerò a Parigi. Le do il mio indirizzo “il mio numero di telefono : 13, boulevard d’Argenson a   Neuilly-sur-Seine
                                              Tel : 01 46 13 13 13
     “Vi auguro di passare alcuni dei giorni delle vacanze che restano in una maniera piacevole
“e spero di rivederLa. Fred
P.S. Bravo di avere decodificato il mio messaggio sulla cartolina. Ero certo che sarebbe        
          stata la sola persona che avrebbe potuto farlo.”
 
 
Si può dire che Geneviève fu piacevolmente sorpresa, aveva notato che Fred faceva in modo di 
essere sempre accanto a lei. D’altronde ammetteva che lei anche apprezzava Fred, era brillante e chiacchierare con lui era un vero piacere. Concludere che avrebbe un’attrazione particolare per lui 
non sarebbe realistico. Ma chi sa ciò che potrebbe succedere ?
 
Geneviève nascose la lettera in fondo alla sua borsetta. Una cosa le sembrava un poco strana, era l’indirizzo e il numero del telefono di Fred, tutti questi tredici....
E poi si disse : “Smetti di vedere dovunque degli enigmi !”
 
Camminando verso il caffè dove avevano fissato l’appuntamento, Geneviève decise di non dire 
niente ai suoi amici a proposito della lettera di Fred.
 
19/FT
Di ritorno a casa di Sofia, i nostri amici la trovarono che stava aspettandoli con impazienza.
-         Ho scoperto il padrone di Gringo, ma non ho potuto ancora parlargli. Nella panetteria del 
villagio laggiù, affisso sul banco c’era un volantino che menzionava la scomparsa di Gringo; 
c’era solo un numero telefonico. Ho provato a chiamarlo, ma il messaggio della segretaria telefonica era in francese e non ho capito niente. Uno di voi potrebbe chiamarlo ?
-         Certo, lo faccio io subito, disse Geneviève.
Dopo due squilli, sentì una voce maschile e indubbiamente francese rispondere : “Pronto”. Lei spiego 
nella loro lingua madre dove stava il cane e disse al suo interlocutore che poteva venire a prenderlo 
quando gli avrebbe fatto comodo.
-         Mi dispiace, non posso venire stasera, sono a Napoli e devo trascorrerci la notte.
-         Allora domani mattina, ma prima delle dieci perche dopo non ci sarà più nessuno a casa. Ma 
stia tranquillo. Gringo ha trovato qui un caro amico e non sembra affatto infelice.
-         Grazie mille, disse l’uomo. Mi presento : sono Eric Dujardin. Sarò molto lieto di fare la sua conoscenza e di ringraziare lei e anche i suoi amici.
-         Arrivederci, disse lei prima di riattaccare, già pensando ad altro.
“Devo fare il punto”, si disse Geneviève ritirandosi in camera dopo la cena. Stesa sul letto, si sentiva 
molto turbata non sapendo cosa pensare di Fred. Da un lato subiva ancora il suo fascino, ma dall’altro rimpiangeva i suoi rapporti un po’ più che amichevoli di un tempo con Lorenzo. “All’inizio tutto andava 
bene a Viareggio : erano piacevoli le passeggiate sulla spiaggia con lui, la nostra complicità quando abbiamo scoperto il senso nascosto del biglietto nella borsetta blu. Poi è arrivato Fred, brillante, affabile, gran parlatore. Ero lusingata dalle sue atenzioni verso di me. Naturalmente Lorenzo si è distaccato “Un donnaiolo” ha solo detto parlando di Fred. Aveva ragione. Guarda la sua lettera : troppi complimenti. 
Inoltre non è credibile il suo discorso. Che genere di documenti possono provare che uno non sia 
coinvolto in un traffico d’armi ? Se per caso fosse un agente segreto del governo, i doumenti non 
sarebbero da recuperare in Italia. Non è che io creda che sia implicato in questa faccenda, ma c’è 
qualcosa di dubbio nel suo atteggiamento. Doveva incontrare il misterioso Eric domani e 
apparentemente l’ha già visto. Eric...miodio ! Non si chiama Eric, il padrone di Gringo ? E, non ci avevo 
fatto caso allora, ma mi ricordo adesso che ha parlato dei miei amici. Come ha saputo di loro ? Gli ho 
solo dato il nome e l’indirizzo di Sofia e detto che io ero una sua amica che parlava francese. Punto. 
E molto strano. Che vogliono da me ?”.
 
Si mise a camminare su e giù nella camera, assorta nei suoi pensieri :”Dovrei confidarmi a qualcuno. 
Ma a chi ? Di sicuro non Annie, Fred le è stato sempre antipatico e adesso lei crede l’episodio finito. 
Lorenzo sarebbe la persona giusta, ma mi sembra che tra lui e Annie ci sia ora qualcosa di nuovo. 
E’ una semplice impressione, niente di preciso, ma non vorrei essere di ostacolo”
Mentre stava tornando a letto, Annie entrò.
-         Che fai qui dentro ? disse con voce allegra. E molto piacevole fuori. Sono andata fino al
 villagio con Lorenzo. Di notte, la vista è bellissima con tutte le luci di Napoli e quelle del 
golfo in basso e in alto il monte scuro con alcuni bagliori rossi verso la cima. Che 
meraviglioso paese. Mi sento ringiovanita da dieci anni,. E tu, cara, come stai ?
-         Benissimo, fece Geneviève, voltandosi verso il muro.          
 
 N° 20/KL
Geneviève non dormì bene, ebbe degli incubi fantastici dove erano mescolati i mosaici del museo con 
Fred seduto nel carro del re persiano perseguitando i poveri Brutus e Gringo... Si svegliò qualche volta 
ed ebbe difficoltà per addormentarsi di nuovo.
Le due amiche si svegliarono verso le otto, si preparono e scesero nel soggiorno. Durante la colazione 
parlarono del loro programma per la giornata. Carlo annunciò che stava per partire a Capri e reiterò il 
suo invito al terzetto. La decisione fu presa di andarci due giorni dopo permettendo così a Carlo di 
preparare la villa per riceverli. Erano quasi le dieci e mezzo, Eric non era ancora arrivato. Dato che Sofia 
propose di ricevere Eric per dargli Gringo, il terzetto decise di uscire per andare ad Amalfi.
Brutus era triste, il suo naso nascosto tra le zampe, appena aveva trovato un buon amico e
ahimè! i progetti stavano crollando.
Era una bella giornata, il golfo di Salerno era blu turchese ed i nostri protagonisti comminciarono con 
una passegiata lungo la spiaggia, poi andarono a visitare il Duomo di Sant’ Andrea, pranzarono in un 
ristorante molto piacevole, poi visitarono il Chiostro Paradiso. Malgrado la sua stanchezza Geneviève 
insisté affinché andassero al Museo della Carta a proposito del quale aveva letto un articolo interessante. 
Dopo una piccola sosta al bar tornarono a casa. Laggiù, scorsero da lontano, due macchine di polizia 
e alcuni poliziotti attornoa Sofia. Che cosa era successo ?
Sofia, lieta di vederli, riassunse la storia :
- Eric ha avuto un incidente gravissimo con la sua macchina la quale ha lasciato la strada a sette kilometri da qui, si è ribaltata più volte, poi è caduta in un fosso; Eric è morto sul colpo. I poliziotti hanno trovato nell’auto una carta con il mio nome, l’indirizzo e il numero di telefono, stanno facendo un’inchiesta, 
secondo le prime constatazioni la macchina era nuova, ma ciò nonostante, hanno trovato che il sistema 
di frenatura non funzionava, il pedale del freno era bloccato. Questo sarebbe piuttosto sospetto tanto più 
che il fosso non è così profondo per provocare un’avaria tanto importante. Ho spiegato ai poliziotti che Eric doveva venire qui per recuperare il suo cane.
      Non potete immaginare come sono contenta che siate qua !
- Sofia, prego, scusami di averti causato tanti fastidi; lascia che mi occupi di questo
      problema con i poliziotti, disse Lorenzo.
E poi, voltandosi verso Annie e Geneviève disse loro in francese :
-    L’accidenté  venait  chercher  seulement  Gringo, rien de plus. D’accord ?
-    Bien sûr, risposero in coro le due amiche ed entrarono dentro.       
Brutus, molto interessato da questi eventi rizzò le sue orecchie, ascoltò attentamente
domandandosi quale sarà adesso il destino di Gringo.
Lorenzo si diresse verso i poliziotti e disse loro :
- Sono a vostra completa disposizione.
 
21/FT
Entrati nella villa, i carabinieri si presentarono :
-         Sono il maresciallo Lucentini, disse il più anziano, e lui è il mio collega Fontanello. Come lei 
ha probabilmente capito, la morte del signor Dujardin potrebbe essere un omicidio. Dunque il sostituto procuratore ha richiesto un’inchiesta. Di conseguenza, il commissario Camilleri verrà             a vedervi domani alle nove.
-         Ma non abbiamo niente da dire. Non conoscevamo il signor Dujardin. Non abbiamo mai sentito parlare di lui prima della telefonata di ieri.
-         Certo, replicò Lucentini, il commissario vi spiegherà tutto. Arrivederci.
L’indomani alle nove in punto, accompagnato da una poliziotta molto carina, il commissario Camilleri 
arrivò. Era un uomo sui cinquant’anni, alto, calvo, affabile. Sistemato da Sofia nella camera lasciata libera 
da Carlo, fece entrare Geneviève per prima.
-         Si accommodi, prego, Signora Morel. Vorrei farle solo qualche domanda. Non la trattenerò a lungo. La signora Ventura ci ha detto ieri tutto ciò che volevamo sapere su di voi e sul vostro soggiorno in Italia. Però, dato certe informazioni che mi sono pervenute, ho bisogno di sapere esattamente cosa ha fatto ieri a Napoli ? E’ andata a visitare il museo archeologico ?
-         Sì, nel pomeriggio.
-         Perché ?
-         Perché sono una turista e come centinaia di turisti a Napoli volevo vedere le collezioni del
 museo, rispose Geneviève un po’ seccamente.
-         Ci è andata con i suoi amici ?
-          No. Ci sono andata da sola perché Lorenzo è già venuto spesso a Napoli e il museo lo 
conosce a memoria. Inoltre voleva fare compagnia a Annie che non è appassionata di archeologia e preferiva fare una passeggiata nel centro storico.
-         Certo. Lei ha incontrato qualcuno nel museo ?
-         Ma no.
-         Lei non ha mai incontrato il signor Dujardin ? o corrisposto con lui ?
-         Mai. Lo ho solo chiamato ieri sera su richiesta di Sofia Ventura, che voleva contattarlo per restituirgli il cane e siccome il signor Dujardin era francese, ho proposto di fare la telefonata.
-         Bene. Lei ha incontrato qualcuno in Italia che avrebbe potuto conoscerlo ?
-         Penso di no. Ma come mai potrei saperlo ?
-         Già. Non avete fatto conoscenza con altri ospiti alla Villa Tina a Viareggio ?
-         Come si fa conoscenza in albergo. Si saluta, si cambia qualche frase al ristorante. Niente 
di più.
-         Si ricorda per caso di qualche nome ?
-         No, mi dispiace.
-         Non fa niente. Ma allora mi domando come questo foglietto è andato a finire in tasca del 
signor Dujardin.
 
E le porse un pezzo di tavoglia di carta sul quale era scritto a matita : “ Geneviève Morel, bruna, statura media, capelli longhi, occhi verdi, museo archeologico di Napoli domenica 24 alle tre, adesso a casa 
di Sofia (nome ignoto) a Torre del Greco con Annie Martin-Brisson, Lorenzo Granville e il cane Brutus”.
- Non ne ho la minima idea, disse Geneviève mentre stava pensando :”Per fortuna, Fred ci ha invitati a cenare in un ristorante sul lungomare dove nessuno ci conosceva e non è entrato con noi nell’autogrill”.
- Non importa, stava dicendo il commissario. Adesso la lascio andare. Se lei si ricorda di qualque cosa 
che potrebbe essere utile all’inchiesta, me lo faccia sapere, per favore. Arrivederci.
E la riaccompagnò fino a la porta. Poi domandò di vedere Lorenzo.
Geneviève raggiunse Annie e Sofia nel soggiorno, ma in presenza della poliziotta, dovette stare zitta.
 
Par Françoise ou Kyra
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