Mardi 19 février 2008
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16:34
Roman collaboratif écrit par deux étudiantes de langue maternelle française apprenant la langue italienne.
Le disavventure di due francesi in Italia
o
Due ragazze in macchina
(senza parlare del cane)
N° 1/ FT
Erano depresse quella sera, Geneviève e Annie, tornando dall’ufficio all’appartamento che avevano affittato insieme da qualche mese. Tutto andava male : lavoro, uomini, salute..
- Se prendessimo qualche giorno di vacanze ? disse Annie. Ne ho bisogno. Mi fa male lo
stomaco, non sopporto più la sola vista delle bollette della ditta, e adesso che Juliette e Chloé hanno deciso di vivere con il padre, sono libera di fare quello che mi piace. Ho un sacco di
ferie arretrate (RTT) da prendere e sto sognando una piaggia soleggiata con un mare blu. Che ne pensi ? Anche tu hai una brutta cera e di sicuro troppi RTT .
- E vero, non ne posso più. Gli operai minacciano ancora di mettersi in sciopero, sono
stanca morta, e non mi dispiacerebbe lasciare il boss a cavarsela da solo. Dopo tutto, è un problema suo. Di più, Nicolas sembra più freddo di giorno in giorno e anche io mi chiedo se io sia
ancora innamorata di lui.
- OK, allora andiam’, andiam’, andiamo.
- Ma dove ?
- Non importa. Di che cosa hai voglia : vedere la mostra Tintoretto a Londra ?
Abbronzarti sulla spiaggia di Hammamet ? Ammirare il tramonto sul Bosforo ? Visitare Pompei e salire sul Vesuvio ?
- L’Italia mi andrebbe bene. Potremmo partire in macchina, senza una precisa meta.
- E che facciamo di Brutus (Brutus era il cane di Geneviève) ?
- Naturalmente lo portiamo con noi.
N°2/KL
- Adesso che abbiamo deciso di andare in Italia dobbiamo preparare bene il nostro viaggio.
Quanti giorni di vacanze hai ? Io ho due settimane di vacanze e dieci
giorni di RTT che mi restano, e tu
?
- Tu sei fortunata. A me restano una settimana di vacanze e sette giorni di RTT, dunque potremmo partire soltanto per due settimane. Se partiamo con
la machina ci vorrebbe una buona giornata per traversare la Francia fine alla frontiera : a Courmayer o Modane ...
- No, no, no, tu sai bene che non mi piace di traversare le montagne con la macchina, ciò mi dà delle vertigini e mi sembra che Brutus anche non appreza le curve a gomito.
Di più l’anno scorso abbiamo già visitato l’Italia del Nord : il Trentino, la Lombardia, l’Emilia e il Veneto. Ho un altra idea. Perché non prendiamo il “Train Bleu” di notte, da Parigi
a Nizza. Potremmo imbarcare la macchina sul treno e così arrivare la mattina seguente senza fatica. Poi con la macchina prenderemo la direzione di Genova con la strada che traversa
tutta la Riviera, visiteremo le belle città come San Remo, Imperia e Savone e quando saremo arrivate a Genova decideremo dove andare dopo... Che ne pensi ?
Tu sai, sono stanca, devo ancora uscire per una passegiata con Brutus. Penso che dobbiamo andare a dormire e prenderemo la decisione finale domani. E poi,
una
questione : Tu sei certa che il “Train Bleu” esista ancora ? Oggi tra Parigi e Nizza
circolano i TGV.
N° 3 / FT
La mattina seguente si svegliarono riposate e di buon umore.
- Dobbiamo dapprima scegliere il posto nel quale vogliamo iniziare il nostro
soggiorno, disse Annie. .
- Siamo stanche tutte e due e mi sembra che sarebbe meglio passare quattro o cinque giorni
in un posto tranquillo a rilassarsi, abbronzarsi e riprendere le forze. Una spiaggia ci andrebbe bene. Poi vedremo ciò che ci piacerà di più, secondo le nostre forze.
- Sono d’accordo. Allora diciamo Viareggio. Va bene ?
- Va bene per Viareggio. Quando ?
- La fine giugno, prima che le vacanze comincino e quando il sole è gia caldo.
Guardarono il calendario e decisero di partire il sabato16 e di ritornare il primo luglio che era una domenica. Trovarono su Internet un albergo molto simpatico, l’hotel Villa Tina, nel quale si
accettavano i cani ed era possibile anche noleggiare delle biciclette !
Il problema del viaggio era più difficile da risolvere. Per essere in grado di prenotare i biglietti di ritorno, occoreva sapere grosso modo in quale regione sarebbero andate dopo i giorni di
riposo. Esitavano tra due possibilità : rimanere nel nord a visitare la Toscana e gli scavi etruschi o scendere al sud nei pressi di Napoli e del Vesuvio, da dove si poteva andare a Capri, a
Pompei e Ercolano, o persino più in là fino a Paestum. In questo caso partire con il treno per Nizza non era più possibile. La soluzione sarebbe di prendere l’aereo per Pisa, noleggiare una
macchina all’aeroporto e ritornare a Parigi in aereo da Napoli. In ogni modo, prendere l’aereo era più comodo con Brutus. I cani non sono ammessi nelle carrozze cuccette a meno che i loro
proprietari occupino tutto lo scompartimento e viaggiare con auto al seguito si fa naturalmente sui treni notte.
- Posso lasciare Brutus a mia madre, disse Geneviève senza convinzione.
- Brava, pensò Brutus. Pronta a piantarmi così per andare a vedere delle vecchie case senza
tetti e una piccola montagna che fuma ! Che vergogna !
- Assolutamente fuori discussione, rispose Annie.
- Uffa ! fece Brutus.
Finalmente scelsero l’opzione Napoli e il 16 giugno.
N°4/KL
La settimana seguente le due amiche erano molto occupate con la preparazione del loro viaggio. Annie fece le prenotazioni per l’aereo e l’hotel a Viareggio. Geneviève andò con Brutus dal
veterinario affinché quest’ultimo gli desse delle compresse tranquillizzanti, così il cane sarebbe stato meno stressato nell’ aereo
Il 16 giugno sono andate all’aeroporto tre ore prima del decollo : Brutus doveva viaggiare in una gabbia speciale che sarebbe stata sistemata nella stiva dell’ aereo. Brutus ha inghiottito
senza diffidarsi le compresse nascoste nel carne e alcuni minuti dopo si è addormentato.
- Sono molto eccitato di viaggiare in aereo per la prima volta , pensò Brutus, ma perché i miei occhi sono di colpo così pesanti di sonno ?
Le due amiche si sono sistemate nell’aereo che ha decollato all’ora prevista. Con un pranzo leggero che è stato servito a loro, hanno deciso di bere dello “champagne” discutendo dei loro progetti
di viaggio. Geneviève era un poco inquieta a proposito di Brutus.
- Non ti preoccupare, Geneviève, Brutus sta dormendo e le compresse devono agire ancora per una ora, normalmente dobbiamo atterrare in un mezzo
d’ora.
Ad’ un tratto una delle hostess ha annunciato che il comandante pilota ha una comunicazione importante da farci :
- Signore, Signori, purtroppo non abbiamo l’autorizzazione di atterrare all’aeroporto di Pisa, è chiuso, un commando di terroristi ha preso in ostaggio un aereo : esigono il ritiro delle
truppe italiane in Iraq. Siamo obbligati di atterrare a Firenze ! Un autobus vi condurrà a Pisa - Prego, scusateci, ma è impossibile di fare altrimenti.
Annie e Geneviève avevano una aria desolata. Poi Annie, che è la più intraprendente, ha proposto alla sua amica :
- Perché andare a Pisa ? A Firenze possiamo noleggiare una machina e andare a Napoli passando ad Arezzo dove tu non avevi mai visto la basilica con gli affreschi di Piero della Francesco,
poi a Perugia, una città con tante cose a vedere, e infine a Tarquinia. Tu che ami tanto la cultura etrusca, non ti piacerebbe questo programma ? Ma vedo che non mi ascolti ? Che
cosa succede ?
- Penso a Brutus, l’effetto della medicina si fermerà tra venti minuti ... Provi di immaginare il poverino come sarà spaventato quando si sveglierà nella sua gabbia !!...
N° 5/FT
Intanto gli altri passageri, sbalorditi e intimoriti in un primo tempo si erano calmati. Il comandante di bordo aveva dichiarato che tutto andava bene a Firenze dove arriverebbero alle due.
Faceva bello, la temperatura era di 25 gradi e il pullman stava già aspettandoli. Sarebbero a Pisa verso le quattro.
Quanto a G, finita la bottiglia di champagne, si sentiva molto meglio.
- Non ti ricordo che abbiamo prenotato una macchina all’aeroporto di Pisa e delle camere a Viareggio, disse. Per di più, adesso, non me
la sento di andare a visitare delle chiese e degli scavi. Sono stanca morta.e voglio sopratutto riposarmi, dormire, nuotare, far niente o forse saggiare un po’ il mio italiano.
- Parli italiano ?
- Un po’. Mia madre era una nota specialista degli etruschi e durante tutte le vacanze d’estate mi ha trascinata nei musei italiani, sugli scavi, nei
simposi. Il mio primo amore è stato un italiano, un giovane collega della mamma, incontrato alla Villa Giulia dove stava prelevando campioni dai bronzi di Cerveteri per analizzarli. Carlo si
chiamava. Era brillante, bello, pieno con me di gentili premure. Assomigliava un po’ a Vittorio Gasmann. Almeno lo pensavo allora. Con lui ho fatto dei progressi immensi in italiano. Era
affascinante sentirlo parlare dei percentuali di stagno, di piombo e tutti quanti nel bronzo delle figurine... E poi...
- E poi ?
- E poi, alla fine dell’estate, ho scoperto che era fidanzato ! Ho pianto come un vitello per due giorni di continuo. La mamma era furibonda. Che
orrore ! Allora, capisci, gli etruschi, a volte, ne ho fin sopra i capelli. Però... l’italiano e gli italiani, perché no ?
- Gli italiani... Eh ! senti un po’ ! E Nicolas ?
- Nicolas ? E’ a Parigi Nicolas e io sono in Italia. Vedi ?
- OK. Andremo a Viareggio.
Annie chiuse gli occhi e Geneviève tirò fuori dalla rete davanti a lei una rivista e si mise a leggerla. C’era un articolo umoristico sulle cose da fare prima di partire in viaggio : non
dimenticare di domandare alla vicina di casa di venire a innaffiare regolarmente le piante, portare il gatto dalla cara amica, lasciare l’indirizzo delle vacanze al portiere, portare con sé le
chiave, il passaporto, i documenti della macchina... “Dio mio !” pensò bruscamente, ricordandosi che aveva lasciato la patente di guida nel portaoggetti della Twingo insieme al libretto di
circolazione. Aveva pensato allora che potesse lasciare quest’ultimo, dato che dovevano prendere una macchina a noleggio. Ebbe un sussulto che tirò fuori l’amica dalla sua sonnolenza.
- Che c’è ? fece Annie.
- Niente, rispose Geneviève. D’un tratto mi sono ricordata del mio povero Brutus. Tutto qua.
“Non bisogna dirle che la patente, non ce l’ho, pensò. A volte, lei può essere nervosa, anzi secca. In ogni
modo, non posso più far niente. Sarò prudentissima quando starò guidando e tutto andrà bene.
Per fortuna, Annie ha prenotato la macchina a suo nome”.
modo, non posso più far niente. Sarò prudentissima quando starò guidando e tutto andrà bene.
Per fortuna, Annie ha prenotato la macchina a suo nome”.
N° 6/KL
L’aereo atterrò, come previsto, alle due all’aeroporto di Firenze. Il primo bagaglio che arrivava
fu la gabbia di Brutus. Il poverino aveva uno sguardo triste e faceva il broncio. Annie correse per comprare una
bottiglia di acqua minerale e Brutus si gettò sulla scodella bevendone un mezzo litro di colpo. Poi, a poco a
poco, sembrò contento di ritrovare Geneviève.
bottiglia di acqua minerale e Brutus si gettò sulla scodella bevendone un mezzo litro di colpo. Poi, a poco a
poco, sembrò contento di ritrovare Geneviève.
Il pullman li condusse all’ufficio di turismo di Pisa perché l’aeroporto era ancora chiuso. Un impiegato
consigliò alle due amiche di telefonare alla ditta dell’aeroporto dove avevano noleggiato la macchina e dire
che lo fecero alla stessa compagnia in città. L’agenzia si trovava a due passi dall’ ufficio del turismo.
Ci andarono subito. Quando ebbero scelto la macchina, l’impiegato domandò la patente di guida per
redigere il contratto, Geneviève dovette confessare che l’aveva dimenticata a Parigi.
consigliò alle due amiche di telefonare alla ditta dell’aeroporto dove avevano noleggiato la macchina e dire
che lo fecero alla stessa compagnia in città. L’agenzia si trovava a due passi dall’ ufficio del turismo.
Ci andarono subito. Quando ebbero scelto la macchina, l’impiegato domandò la patente di guida per
redigere il contratto, Geneviève dovette confessare che l’aveva dimenticata a Parigi.
- Non possiamo darle la macchina senza aver visto la patente e ne aver fatto una fotocopia.
Geneviève era imbarazzata ma con una voce aggressiva gridò :
- Vedi Annie, quante volte te ha detto di imparare a guidare e prendere la patente.......
- Calmati, Geneviève! Troveremo una soluzione, eccolo un tassi, prendiamolo e andiamo a
Viareggio !
Arrivarono all’hotel e la prima cosa importante da fare era di dare a mangiare a Brutus, poi fare una passegiata con lui. Verso le sette tutte due fecero la doccia. Brutus, molto
stanco di tutte queste avventure,
si addormentò. Era tempo di scendere per cenare al ristorante, ci andarono. Il ristorante era molto piacevole, in un giardino con alberi e fiori. Il maître d’hotel le guidò verso una tavola vicino ad una vasca con un getto d’acqua e dette loro il menù. Geneviève evitava di parlare della patente e Annie essendo affamata pensò
che era meglio di parlarne l’indomani. Aspettando i cibi, Annie riguardava attorno e d’un colpo lanciò un grido :
si addormentò. Era tempo di scendere per cenare al ristorante, ci andarono. Il ristorante era molto piacevole, in un giardino con alberi e fiori. Il maître d’hotel le guidò verso una tavola vicino ad una vasca con un getto d’acqua e dette loro il menù. Geneviève evitava di parlare della patente e Annie essendo affamata pensò
che era meglio di parlarne l’indomani. Aspettando i cibi, Annie riguardava attorno e d’un colpo lanciò un grido :
- Ma vedi chi è laggiù, sotto l’acacia ?
- Chi ? Quest’uomo con capelli rossi ? E molto bello, è un artista ?
- No, è Lorenzo, il mio compagno di scuola di cui ti avevo tanto parlato. Sua madre è italiana e suo padre francese. Andavamo insieme al liceo e anche alla scuola
d’architettura. Ma per me gli studi erano troppo difficili e un anno dopo presi la decisione di studiare la giurisprudenza piuttosto che l’architettura ma lui continuava. Ma purtroppo ci
siamo persi di vista. Ma posso invitarlo alla nostra tavola? Che ne pensi ?
- Si, certo, va’ !
E così, tutte le tre cenarono insieme. Lorenzo era arrivato un giorno prima, in macchina, da Torino dove lavorava. Voleva riposarsi qualche giorno a Viareggio e non sapeva ancora cosa
avrebbe fatto dopo. Dopo la cena, Geneviève andò nella camera per vedere come Brutus si sentiva e poi andare a letto. Annie e Lorenzo continuarono a discutere sorseggiando del
limoncello e parlando della loro giovinezza.
N° 7/FT
Mentre le due ragazze trascorrono dei giorni felici a Viareggio, abbronzandosi sulla spiaggia nei loro costumi da bagno sexy, fermamoci un po’ a fare più ampia conoscenza con i nostri personaggi,
che, contendo Brutus, sono adesso in quattro.
Annie, a 43 anni, è la più anziana, la più seria, la più pragmatica dei due ragazze. E alta, bionda, elegante; E` separata da poco dal marito, un medico benestante, con cui conserva dei rapporti
cordiali. Le loro due figlie di 14 e 12 anni, Juliette e Chloé, hanno deciso, con il consenso dei genitori e del giudice, di vivere con il padre per motivi pratici. Così possono restare a vivere
nel grande appartamento del XVI° arrondissement, nel quale si trova anche il gabinetto medico del padre, e continuare a frequentare il liceo Jeanson de Sailly con i loro compagni di
classe. Però, vedono spesso la madre durante la fine settimana e le vacanze.
In seguito alla separazione, Annie ha cercato un appartamento più vicino al quartiere della Défense, dove fa la ragioniera in una ditta. Ha preso in affitto un appartamento di cinque stanze
a Neuilly e siccome era un po’ troppo grande per lei sola ha proposto alla collega e amica Geneviève, che viveva in un piccolo monolocale nel quartiere della Bastille, di
condividerlo con lei.
A 35 anni, Geneviève è una brunetta molto carina e intelligente. Compiuti i suoi brillanti studi è stata assunta dalla ditta in cui lavora Annie. Rigorosa nella vita professionale al suo posto di
capufficio del personale, è molto più rilassata nella vita quotidiana. Non ha la minima voglia né di sposarsi né di avere figli, neanche di vivere con Nicolas, l’amante del momento. Le piace
uscire con amici, ballare, andare a teatro, in piscina, giocare a tennis, ma anche frequentare i musei e le biblioteche.
Lorenzo, il nostro nuovo protagonista, è molto bello, come l’ha notato subito Geneviève. Dal padre francese ha preso i capelli rossi e la statura alta, dalla madre italiana il profilo da
medaglia, e da sé stesso il sorriso irresistibile. Ha trascorso la sua infanzia a Parigi, ha la doppia nazionalità, adesso vive in Italia, ma dove sarà domani, chi lo sa ?. Non sappiamo
esattamente quali furono le sue relazioni con Annie : amicizia, flirt,
o qualcosa di più ? Forse lo sapremo più tardi, forse no. Staremo a vedere.
o qualcosa di più ? Forse lo sapremo più tardi, forse no. Staremo a vedere.
E` un cane molto simpatico il nostro Brutus. E`un épagneul già anziano, vissuto, pieno di sagacia. Una specie di Ulisse di ritorno a Itaca. Non gli piace molto l’arrivo di Lorenzo. Un uomo tra
due donne gli
sembra una situazione pericolosa. Brontola fra sé : “Two is company, three is a crowd, dicono gli inglesi. Eccome !” (N.d R. : per i lettori meno familiari di Brutus con la cultura inglese, questo proverbo vuol dire :
In due si fa campagnia, in tre c’é molta gente).
sembra una situazione pericolosa. Brontola fra sé : “Two is company, three is a crowd, dicono gli inglesi. Eccome !” (N.d R. : per i lettori meno familiari di Brutus con la cultura inglese, questo proverbo vuol dire :
In due si fa campagnia, in tre c’é molta gente).
N°8/KL
L’indomani mattina Geneviève si svegliò presto ma Annie dormì fino alle dieci
- Salve Annie, A che ora sei andata à letto ieri ?
- Alle due, abbiamo chiacchierato con Lorenzo a proposito del liceo, dei compagni di scuola. Lui al contrario di me, ha conservato le relazioni d’amicizia con alcuni di loro.
- Dimmi Annie, eri innamorata di lui, confessa !
- Ebbi pittosto un flirt con lui al liceo. Ma alla scuola dei “Beaux-Arts” lui mi lasciò perdere per Sophie, una studentessa più bella di me e come io lasciai l’architettura, non lo
incontrai più. Poi sentii che lui sposò Sophie. Ma basta di parlare, andiamo al ristorante per la prima colazione. Ho una fame da lupi! Va’, chiama l’ascensore.
Nell’ascensore Annie disse :
- Per finire la storia di Lorenzo, adesso è divorziato, ha una figlia che vive con Sophie.
Dopo la colazione le due amiche andarono sulla spiagia e tornarono alla Villa Tina giusto in tempo per fare la doccia e scendere cenare al ristorante. Brutus fu molto lieto di andarci,
apprezzò la freschezza del giardino; non era un fan del bagno e sulla spiaggia trovò che il sole scaldava troppo.
In basso scorsero Lorenzo che beveva un aperitivo al bar. Venne loro incontre e le invitò a prendere insieme un drink. Poi domandò se potesse cenare con loro.
- Si, certo saremmo molto liete, venga con noi, disse Geneviève.
Brutus pensò : “Uhm, quello lì, ora si incollerà a noi. Siamo stati tranquilli fino ad oggi”.
Durante la cena, le due amiche cominciarono a parlare del loro programma per la settimana prossima. Geneviève pensò che la migliore soluzione era di prendere il treno fino a Napoli e laggiù
utilizzare i mezzi proposti dall’ufficio di turismo per visitare Sorrento e Capri , poi di riposare tre giorni ad Ischia e poi .....
- Aspetate! Ho una proposta a farvi. Devo andare dopo domani a Bari. Se volete, posso andarci passando
da Napoli, così vi lascirò qui. Che ne pensate ?
da Napoli, così vi lascirò qui. Che ne pensate ?
“Che ne pensate” brontolò Brutus. Sono certo che accetteranno. Eccolà, è ciò che pensavo : lo avranno sulle spalle a lungo !
D’ un tratto Lorenzo si abbassò e prese Brutus sulle sue ginocchia accarezzandolo e dicendo :
- Perché brontola , non è felice di viaggiare in una bella Lancia ?
Brutus aprì un occhio e pensò, suo malgrado, che Lorenzo aveva ragione, era più piacevole di viaggiare in machina che in treno.
N° 9/FT
Il giovedi seguente Lorenzo era ancora a Viareggio. Dopo la cena Annie essendo stanca andò presto a letto.
- Ti piacerebbe fare quattro passi sulla spiaggia ? propose Lorenzo a Geneviève. La giornata è stata afosa e
adesso che fa un po’fresco, l’aria del mare ci fara del bene.
Geneviève esitò un attimo. Ne aveva voglia, però andare a passeggiare di notte sola con Lorenzo poteva essere un errrore. “Boh !” si disse, “che cosa rischio ? E solo una passeggiata in riva al
mare”
- Volentieri, rispose. Brutus, vieni ? “Boh !” pensò il cane “meglio andare con loro, gli farò da chaperon.”
- Quanto tempo pensi di restare a Bari ? si affrettò a domandare Geneviève per evitare un silenzio che avrebbe
potuto essere imbarazzante.
- Non lo so ancora. Vado a vedere degli amici che mi hanno invitato a passare qualche giorno
con loro. Non ho fretta di tornare a Torino, aggiunse. Chissà, forse, al ritorno, potrei fermarmi
un po’ a Napoli o a Capri.
con loro. Non ho fretta di tornare a Torino, aggiunse. Chissà, forse, al ritorno, potrei fermarmi
un po’ a Napoli o a Capri.
Non sapendo cosa dire, Geneviève tacque. Camminarono per un momento in silenzio. Geneviève pensava
a Annie, pensava a Nicolas, pensava a Lorenzo. Era turbata e Brutus se ne rese conto. Ritennendo opportuno di fare da diversivo, si mise a correre verso il mare. Dopo due o tre giri, si fermò di scatto, raccolse qualcosa in bocca e ritornò a zampe levate verso Geneviève a recarle il bottino.
a Annie, pensava a Nicolas, pensava a Lorenzo. Era turbata e Brutus se ne rese conto. Ritennendo opportuno di fare da diversivo, si mise a correre verso il mare. Dopo due o tre giri, si fermò di scatto, raccolse qualcosa in bocca e ritornò a zampe levate verso Geneviève a recarle il bottino.
Era una borsetta di plastica blu a chiusura lampo. Aperta la borsa Geneviève infilò una mano dentro, ne tirò fuori un oggetto pesante che lasciò cadere per terra.
- Una pistola ! esclamò.
- Torniamo all’albergo, disse Lorenzo rattaccando la pistola. Staremo più comodi per vedere cos’altro c’è nella
borsa, poi decideremo cosa fare.
Disse poi, sorridendo :
- Sembra che tu non sia solita avere un’arma tra le mani.
- Ma sì, figurati ! Da fanciulla ho manipolato a lungo le punte di lancia etrusche che stava
studiando mia madre – E anche quel buffone di Carlo, aggiunse fra sé. Mi domando dov’è
andato a finire, quello. Dio mio ! I suoi genitori non avevano una villa a Capri ? Sarebbe il colmo !
studiando mia madre – E anche quel buffone di Carlo, aggiunse fra sé. Mi domando dov’è
andato a finire, quello. Dio mio ! I suoi genitori non avevano una villa a Capri ? Sarebbe il colmo !
- Su, vieni a bere qualcosa in camera mia, stava dicendo Lorenzo. Ne abbiamo bisogno. Cosa ti pare ?
In camera, Geneviève si lasciò cadere sull’orlo del letto e, mentre Lorenzo stava preparando due bicchieri
di champagne (i flute non c’erano), rovesciò la borsetta e ne osservò il contenuto : un pacchetto di kleenex, un pettine, una busta per biglietto da visita, nella quale c’era un foglio ripiegato, su cui era scritto in
francese :
di champagne (i flute non c’erano), rovesciò la borsetta e ne osservò il contenuto : un pacchetto di kleenex, un pettine, una busta per biglietto da visita, nella quale c’era un foglio ripiegato, su cui era scritto in
francese :
“Eri nella camera di Fred la notte scorsa. Non puoi negarlo, ho riconosciuto la
tua voce. Non te lo perdonerò mai. Dominique.”
- Fred e Dominique sono due francesi.... cominciò Lorenzo
- Bravo, pensò Brutus. Il principe azzurro nei panni di Rouletabille. Non ne posso
più. E chiuse
gli occhi.
gli occhi.
- Ma donne o uomini ? continuò il neo Rouletabille, sedendosi accanto a Geneviève.E chi potrebbe essere
Dominique : l’autore del biglietto o la persona a cui era destinato?
- Non dovremmo riferire tutto questo alla polizia ? chiese Geneviève
- Ma no. Guarda un po’ la pistola. E` un modello molto antico, non è carica e dubito molto che sia possibile
trovare oggi dei proiettili per questo pezzo da museo. Mi sembra che tutta questa storia sia più un Feydeau che uno Chandler.
- Aspetta un po’. Mi ricordo adesso che stasera nel ristorante c’era dietro di me un gruppo di francese e ho
sentito qualcuno chiamare un tale Fred. L’ho notato, perché è un nome abbastanza raro e una mia amica si chiama così. Dovevano trascorre la notte in un albergo più grande del nostro e partire
domani in autobus per Roma e di là per Napoli.
N° 10/KL
Durante la notte Geneviève dormì molto male perché ebbe gli incubi, un certo Fred la minacciava con una
pistola, poi minacciava di uccidere il povero Brutus se lei non li dava la borsetta blu ...
pistola, poi minacciava di uccidere il povero Brutus se lei non li dava la borsetta blu ...
- Geneviève! Svegliati ! Svegliati presto! perché stai gridando tanto ?
Geneviève aprì gli occhi con difficoltà.
- Oh, Annie, grazie per avermi svegliata, ho un incubo terribile !
- Ma chi è Fred , avevi gridato questo nome qualche volta ?
- Annie, prego dammi un bicchiere di acqua poi ti racconterò.
Geneviève le raccontò della passeggiata sulla spiaggia con Lorenzo, la borsetta trovata da Brutus, la pistola, etc ...
Quando andarono al ristorante per la prima colazione, Lorenzo era già là.
- Buongiorno ! Sto aspettandola, Geneviève, questa mattina ho fatto la mia piccola inchiesta a proposito della borsetta blu e la pistola. Avevi ragione, il gruppo di
francesi che cenavano ieri in questo ristorante era andato in un altro albergo ma una persona è rimasta qui per dormire. Indovinate chi ? Signor Frédéric Maurin, collezionista noto di
pistole antiche. Indovinate perché ? Poiché ha perso ieri sulla spiaggia una borsetta dove si trovava una pistola antica che aveva comprato alla vendita all’asta a Pisa.
- E tu hai dato la borsetta a Signor Maurin ? disse Geneviève con una aria triste.
- No, sto aspettando Brutus, voglio che il tuo caro cane la dia a Fred perché è lui che l’ ha trovata.
Brutus brontolò : “Non sono un cane di circo”.
Ma Geneviève, come una ragazzina, batté le mani e disse :
- Si, si è una buona idea, va’ chiama Fred e dammi la borsetta.
Fred arrivò e dopo le presentazioni Geneviève domandò a Brutus di dare la borsetta a Fred che fu molto
lieto e riconoscente. .
lieto e riconoscente. .
- Non potete immaginare come sono contento, non capisco come ho potuto perdere questa borsetta. Vi inviterò a cenare questa sera, berremo champagne... Ma come posso ricompensare questo
bravissimo Brutus ?
Brutus aprì un occhio recitando il cane
disinteressato.
- Penso che una gran bistecca cruda per la cena gli piacerebbe molto, disse Geneviève.
E Brutus sospirò di sollievo : “Youpi ! eccolà la buon’idea, un gran pezzo di carne è gradito. Sono stufo di mangiare alla moda italiana : ogni giorno pasta con tre piccolissimi pezzi di
carne o di pollo spesso troppo cotti, con aggiunta di verdure strane come i carciofi, le bietole o il radicchio che butto via in fretta”.
N°
11/FT
Si salutarono e mentre Fred stava andando a fare i fatti propri, Lorenzo portò Geneviève sul lungomare per discutere con lei dei nuovi avvenimenti.
- Che ti pare di quel Fred ? domandò.
- Non è male.
- Se ti piace quel tipo di donnaiolo sui sessant’anni, con la ciocca bianca, buona fortuna...
- Cinquanta, corresse lei.
- Se vuoi. Ma volevo dire, che pensi tu di quella storia ? Io sono molto incuriosito, tanto
più
che ci sono fatti nuovi. Ho ritrovato in tasca il biglietto che avevo dimenticato di rimettere nella borsetta e, rileggendolo, ho osservato che c’erano tre minuscoli puntini, quasi invisibili intorno alla firma “Dominique” e nel testo, il tratto di certe lettere era leggermente più spesso, ciò che
non si notava a prima vista. Guarda, aggiunse, mostrandole il foglio su cui si poteva effettivamente vedere :
che ci sono fatti nuovi. Ho ritrovato in tasca il biglietto che avevo dimenticato di rimettere nella borsetta e, rileggendolo, ho osservato che c’erano tre minuscoli puntini, quasi invisibili intorno alla firma “Dominique” e nel testo, il tratto di certe lettere era leggermente più spesso, ciò che
non si notava a prima vista. Guarda, aggiunse, mostrandole il foglio su cui si poteva effettivamente vedere :
· “Eri nella camera di
Fred la notte scorsa. Non puoi negarlo. Ho
riconosciuto la tua voce. Non te lo perdonerò mai”(1).
- E messe insieme quelle lettere si possono leggere : “Eric a Fred : a Napoli lunedì”, osservò
Geneviève.
- Esatto. Sarebbe dunque un messaggio di un certo Eric a Fred per fissare un appuntamento a Napoli lunedì
prossimo ! E a lui trasmesso da Dominique, un massone. Bye bye Feydeau, benvenuto a Alexandre Dumas !
- Ma, continuò lei, non sarà preoccupato di scoprire che l’ abbiamo letto, il biglietto ?
- Penso di no, glielo restituirò con le mie scuse e un sorriso complice, da uomo a uomo, come
se fosse la missiva di un marito geloso. Si fiderà.
se fosse la missiva di un marito geloso. Si fiderà.
- Non potrò partire domani per Napoli senza conoscere il seguito del feuilleton. Non potresti offrire a Fred un
passaggio in macchina ? Così lui potrebbe raggiungere o il gruppo a Roma o il misterioso Eric a Napoli.
- Se Annie è d’accordo, lo farò volentieri. Anche io muoio dalla curiosità.
Andarono a trovare l’amica.
- Per me va bene, disse Annie. Ma è molto più eccitante di quanto pensiate. Anche se la gente lo ha dimenticato
oggi, Fred Maurin ha conosciuto una certa notorietà ai suoi tempi. Era uno dei giovani leoni di estrema sinistra di cui una persopnalità nota della Repubblica amava circondarsi, trotzkisti dei
quartieri alti. Ora è socialista, ma non un socialista delle periferie. Viene da una famiglia di antiquari, adesso fa il sindaco in un buco sperduto della Lozère vicino al castello
familiare. E possibile che sia anche deputato, chi lo sa, i giornalisti non parlano più di lui, tranne a volte i paparazzi di Voici, quando lui si fa vedere con una donna più o meno nel
giro. Ma come mai sta viaggiando in autobus con un gruppo di turisti ? Non è proprio da lui !
- Appunto, esclamarono gli altri due insieme. E misero Annie al corrente degli ultimi sviluppi
- Che ne dici, Brutus ? domandò Lorenzo.
Ma Brutus non aveva opinione. Stava sognando il festino a
venire.
(1) Infatti il biglietto era scritto in francese. Ecco il testo
originale : “Et tu as dormi dans la chambre de Fred
la nuit dernière. Inutile de le nier.
J’ai reconnu ta voix. Je ne te pardonnerai jamais
cela. Dominique ». Quindi il messaggio in francese era : Eric a Fred : lundi a Napoli.
N°12/KL
Per la cena Fred ordinò un pasto particularmente delizioso accompagnato di un Brunellla di Montalcina molto apprezzato. Una grande varietà di antipasti poi vitello tonato seguito da un’anatra
all’arancia e una meravigliosa zuppa inglese per finire.
Prima di cenare, Lorenzo, con una aria da cospiratore, diede a Fred il biglietto misterioso scusandosi di
aver dimenticato di darglielo la sera della vigilia. Fred lo mise nella sua tasca dicendo :
aver dimenticato di darglielo la sera della vigilia. Fred lo mise nella sua tasca dicendo :
- Non si preoccupi, questo messagio non ha nessuna importanza.
Brutus stava mangiando la sua bistecca enorme e stava quasi per cambiare la sua opinione a proposito
di Fred, poi si addormentò russando.
di Fred, poi si addormentò russando.
Dopo la cena, mentre bevevano il caffè accompagnato da liquori vari, Annie annunciò :
- Domani partiremo per Napoli. Fred vuole approfittare della nostra macchina ? Ma soltanto se non ha
molto bagagli.
molto bagagli.
- Annie è veramente molto gentile. Anch’io volevo partire domani. No, ho una piccola valigia e la famosa
borsetta.
borsetta.
Brutus rizzò le orecchie: “ Che cosa vuole dire ? Prendere Fred nella macchina ! Io che amo dormire sul
sedile posteriore accanto a Genevieve! Adesso avrò meno spazio.”
sedile posteriore accanto a Genevieve! Adesso avrò meno spazio.”
- Se tutti sono d’accordo, vi propongo di avvertire l’albergo e di andare presto a letto; partiremo domani alle nuove !
L’indomani si installarono confortevolmente e per comminciare il viaggio Lorenzo condusse la macchina. Faceva bello e l’ambiente era piacevole. Dopo due ore, Lorenzo passò il
volante ad
Annie e collegò la radio per ascoltare le informazioni, in italiano. Geneviève disse :
- Lorenzo ci racconteraì le notizie interessanti perche né Fred né io non capiamo bene l’italiano.
Di colpo Lorenzo abbassò il volume e fece una smorfia strana che soltanto Annie notò e ad un tratto anche lei cominciò a ascoltare con attenzione lo speaker che diceva :
“La polizia francese sta cercando un uomo implicato in una faccenda poco chiara : il traffico di armi con un paese africano. Il trafficante principale sarebbe stato aiutato da quest’uomo;
adesso la polizia italiana ha cominciato a cercarlo. Viaggiava in un autobus con un gruppo di turisti francesi e se ne è persa la traccia a Viareggio.
E’ difficile da credere che quest’uomo, collezionista di pistole antiche, rispettabile e noto in tutto il mondo, fosse implicato in questa faccenda”.
Lorenzo spense la radio, disse con una voce gaia :
- Niente di interessante, in una mezz’ oretta ci fermeremo per pranzare, d’accordo ?
Ma si rese conto che Annie aveva capito di che si trattava. Genevieve chiacchierava con Fred, ma Lorenzo
non era certo che Fred non avesse capito qualche frase.
non era certo che Fred non avesse capito qualche frase.
N°
13/FT
Di fatto, Geneviève aveva capito tutto (si ricorda che aveva imparato l’italiano durante le sue vacanze
etrusche con la madre e particolarmente con il suo primo amore infelice), ma faceva finta di non avere ascoltato le notizie per osservare le reazioni di Fred. Quest’ultimo aveva capito qualche parola :”polizia francese, traffico di armi, collezionista di pistole”. Aveva ricostruito l’informazione e stava riflettendo rapidamente fra sé mentre chiacchierava con Geneviève.
etrusche con la madre e particolarmente con il suo primo amore infelice), ma faceva finta di non avere ascoltato le notizie per osservare le reazioni di Fred. Quest’ultimo aveva capito qualche parola :”polizia francese, traffico di armi, collezionista di pistole”. Aveva ricostruito l’informazione e stava riflettendo rapidamente fra sé mentre chiacchierava con Geneviève.
D’un tratto si buttò e dichiarò :
- Mi sembra che il giornale radio stia parlando di me, non vi pare ? Se non mi sbaglio, la polizia francese mi cerca per
complicità di traffico d’armi. Non mi stupisce. Prima di partire ho saputo grazie a un amico ben informato che i giudici che hanno investigato su un traffico d’armi nel
quale era coinvolto un mio amico, avevano scoperto che avevo proposto di versare la cauzione che lui non era in grado di pagare. Dato che la cifra era enorme, avranno pensato che fosse la prova della mia colpevolezza. Naturalmente appena tornato a Parigi andrò a trovare la polizia.
quale era coinvolto un mio amico, avevano scoperto che avevo proposto di versare la cauzione che lui non era in grado di pagare. Dato che la cifra era enorme, avranno pensato che fosse la prova della mia colpevolezza. Naturalmente appena tornato a Parigi andrò a trovare la polizia.
- Bau, bau ! fece Brutus con tono ironico.
- Purtroppo non posso farlo subito, continuò Fred, perché ho un appuntamento molto importante dopodomani a
Napoli. Allora devo nascondermi fino a lunedì. Naturalmente potete fare una denuncia alla polizia o lasciarmi nella città più vicina. In ogni modo, voi altri non correte alcun rischio : in
generale turisti non ascoltano le notizie e potrete dire che non sapete niente. Di più, adesso stanno cercandomi in un autobus.
Questo discorso fu accolto con un lungo silenzio. Finalmente, Lorenzo disse :
- Prima di tutto, dobbiamo discutere tra noi tre. Di sicuro, Fred, lei lo capirà. Allora vi propungo di fare una
sosta nel prossimo autogrill. Siccome non sarebbe giudizioso per Fred di farsi vedere
in un luogo pubblico, gli porteremo qualcosa da mangiare nella macchina, mentre noi pranzeremo rapidamente in un ristorante.
in un luogo pubblico, gli porteremo qualcosa da mangiare nella macchina, mentre noi pranzeremo rapidamente in un ristorante.
Una volta soli, i tre amici si misero a discutere. Annie era dell’aviso che non dovevano stare con Fred. Era troppo pericoloso e per di più pensava che il loro nuovo amico non era molto
simpatico. Gli altri due non erano d’accordo. Geneviève trovava la ciocca bianca di Fred molto affascinante e Lorenzo la situazione piuttosto eccitante. Il rischio era minimo : era facile provare
che Fred era uno sconosciuto incontrato per caso.
- Conosco un posto dove Fred sarebbe al sicuro, riprese Lorenzo. Un’amica di mia madre vive in una casa
isolata sulle pendici del Vesuvio, nei pressi di Torre del Greco. E un’originale. Vive da sola con tre o quattro gatti e molti libri. Non si interessa all’attualità. Non saprà di Fred, ne
sono sicuro. Nemmeno un televisore c’è a casa sua ed è stata persuasa solo da poco di comprare un telefonino. E una pittrice. Ha imparato da bambina da suo nonno, che dipingeva vedute del
Vesuvio per turisti. Oggi i turisti scattano le proprie foto ricordo e questa tradizione napoletana è sparita, ma lei continua a dipingere per il gusto : fiori, animali, alberi. Mi considera un
nipote e sono sempre benvenuto a casa sua e anche i miei amici. Che ne dite ?
- E un’ottima idea, disse Geneviève.
- OK, mormorò Annie a fior di labbra.
- Sono pazzi, commentò Brutus mentalmente.
Tornato dopo una telefonata di cinque minuti, Lorenzo annunciò :
- Ci aspetta con piacere. Possiamo raggiungere Torre del Greco verso le sette. Adesso, andiamo a portare la buona notizia a Fred !
N°14/KL
Lorenzo andò verso Fred e gli spiegò quello che tutti e tre avevano deciso, Fred fu d’accordo e espresse la sua gratitudine al terzetto. Domandò anche a Lorenzo di portargli un sandwich e una
birra quando tornerà dall’autogrill. Li aspetterà sul nel parcheggio.
I tre amici pranzarono velocemente. Annie era pensierosa e mentre beveva il caffè disse :
- Sono certa che Fred è immischiato nella faccenda losca, se non ditemi perché
viaggiava in un autobus con un gruppo di turisti ? Certamente le sue finanze gli
permettono di fare altrimenti. Penso che ha fatto così per nascondersi.
- Oh, Annie, disse Geneviève, sei sempre sospettosa.
- E’ tu, Geneviève, sei troppo credulona. Non è vero Lorenzo ? Che ne pensi di tutte questo ?
- Veramente non lo so. Ma ci siamo bene comportati proponendo di aiutarlo. Adesso, andiamo in fretta,
se volete arrivare prima la notte a Torre del Greco.
se volete arrivare prima la notte a Torre del Greco.
Quando arrivarono al banco, Fred non era più qui. Lo cercarono tutt’intorno ma secondo ogni evidenza Fred era sparito.
D’un colpo Brutus arrivò correndo e posò una busta ai piedi di Geneviève. Quest’ultima la aprì,
era una cartolina scritta da Fred :
“Grazie mille per l’amicizia che avete manifestato nei miei confronti. Ho deciso di partire. Non
voglio causarvi problemi.”
Non sapranno mai come Brutus aveva trovato la cartolina.
- Vedete, disse Annie, avevo ragione. Fred è certo colpevole, altrementi perché non ci ha aspettato ?
- Basta di litigare! Presto in carrozza !
Brutus saltò lestamente sul sedile dicendosi : “ Che sollievo! Adesso ho uno spazio largo per dormire
e tra parentesi avevo ragione di non fidarmi di Fred. Niente vale più del fiuto di un cane”.
e tra parentesi avevo ragione di non fidarmi di Fred. Niente vale più del fiuto di un cane”.
Continuarono il viaggio in silenzio. Tutti erano stanchi e un poco nervosi. Verso le sette arrivarono a Torre
del Greco.
del Greco.
N° 15/ FT
Giunti alla casa di Sofia, l’amica di Lorenzo, la trovarono sorridente sulla soglia di una carina villa. Era
una signora sui settant’anni dai capelli bianchi, vivace e cordiale. Abbracciò Lorenzo affettuosamente e disse :
una signora sui settant’anni dai capelli bianchi, vivace e cordiale. Abbracciò Lorenzo affettuosamente e disse :
- Che piacere rivederti così presto e con due belle ragazze. Entrate e accomodatevi.
Il soggiorno occupava tutto il pianoterra. Ad ovest, la vista sul golfo di Napoli era stupenda. Su una parete
si vedeva un’ eruzione notturna del Vesuvio, dipinta a guazzo. La colonna di fuoco si rifletteva nel mare
nero e l’illuminava fino all’altra riva del golfo, dove due piccole sagome stavano in piedi controluce a
godersi lo spettacolo.
si vedeva un’ eruzione notturna del Vesuvio, dipinta a guazzo. La colonna di fuoco si rifletteva nel mare
nero e l’illuminava fino all’altra riva del golfo, dove due piccole sagome stavano in piedi controluce a
godersi lo spettacolo.
- E’ bellissimo, disse Geneviève
- E’ di mio nonno, rispose Sofia, confesso che ne sono molto fiera.
Poi, Geneviève si fermò a lungo a guardare un quadro firmato dalla padrona di casa. Raffigurava un mazzo
di rose tea : la fattura, la luce, i colori, il petalo caduto sul tavolo restituivano in modo straordinario la bellezza dei fiori insieme alla loro fragilità. Come se avesse indovinato i pensieri di Geneviève, Sofia recitò in francese :
di rose tea : la fattura, la luce, i colori, il petalo caduto sul tavolo restituivano in modo straordinario la bellezza dei fiori insieme alla loro fragilità. Come se avesse indovinato i pensieri di Geneviève, Sofia recitò in francese :
- “Et rose, elle a vécu ce que vivent les roses....”
- Lei parla francese ?
- Per niente. Solo un ricordo delle classi di poesia francese. Ma basta con le bellezze naturali. Venite a bere
un bicchiere di lacrima-cristi, prodotto da una mia vigna, un po’più in là sul monte. Poi, ceneremo presto e vi lascerò andare a letto. Dovete essere esausti. Mi dispiace, aggiunse,
le due signore dovranno condividere la stessa stanza. Ci sono solo quattro camere da letto e sto aspettando un mio nipote che deve arrivare da Roma un po’ più tardi.
le due signore dovranno condividere la stessa stanza. Ci sono solo quattro camere da letto e sto aspettando un mio nipote che deve arrivare da Roma un po’ più tardi.
- Questo ira molto bene a noi, disse Annie provando a parlare italiano.
Nella camera, mentre Annie stava addormendosi, Genevière tirò fuori dalla borsa dove l’aveva buttata la cartolina di Fred. Rappresentava un particolare del famoso mosaico di Pompei che ricorda la
vittoria di Alessandro Magno sul re di Persia. Voltando la cartolina vide che, sotto la legenda “Dario III nella battaglia
di Isso”, Fred aveva scritto : “Domenica 24”.
di Isso”, Fred aveva scritto : “Domenica 24”.
- Come ha potuto sbagliare data ? si domandò. Oggi è sabato e lui lo sapeva perfettamente.
Poi notò che il III di “Dario III” era sottolineato. Ricordandosi che Brutus le aveva portato la busta scodinzolando, ciò che era il suo modo di dire “E’ per te”, si disse :
- Sembra proprio un appuntamento per me, alle tre di domani nel museo archeologico, nella
sala del mosaico ? Beh ! vedremo domani, per ora non ne posso più.
sala del mosaico ? Beh ! vedremo domani, per ora non ne posso più.
La mattina seguente, si svegliò di buon umore, si infilò di fretta la vestaglia e, scesa nel soggiorno, ci trovò Sofia, già vestita con cura, che, dopo le solite parole di cortesia, le disse
avvicinandosi a un uomo seduto
di spalle nell’angolo cottura :
di spalle nell’angolo cottura :
- Le presento mio nipote Carlo.
Alzandosi, l’uomo si voltò. Geneviève, che stava per dire “Piacere”, rimase a bocca aperta. Quello scemo
dei bronzi etruschi, quel traditore, quel Don Giovanni da quattro soldi era lì, davanti a lei, con venti anni in più... ma ancora più bello.
dei bronzi etruschi, quel traditore, quel Don Giovanni da quattro soldi era lì, davanti a lei, con venti anni in più... ma ancora più bello.